Priorità a Milano

Ciao! Ritorno a pubblicare sul mio blog dopo un’intensa estate di lavoro, purtroppo con brevissime ferie – sebbene intensissime – e il ritorno al lavoro per un settembre caldissimo.

Tra gli altri settembre mi ha portato anche sulla scena di un interessantissimo planning game da facilitare per un progetto basato a Milano la cui strategia è curata al momento da Alberto. Come quasi sempre in questi post riguardanti i primi passi di un progetto purtroppo non posso entrare nei dettagli, ma voglio cogliere l’occasione per darti al volo l’idea dell’atmosfera che caratterizza tipicamente queste nostre sessioni.

Scopo del gioco in questa occasione era quello di assegnare delle priorità a delle user story scritte precedentemente.

Bene, prendiamo il treno Roma – Milano, arriviamo in questo fantastico ufficio ricavato da un edificio industriale di inizio secolo scorso, ci togliamo le scarpe per conformarci all’uso degli autoctoni, ci accomodiamo nella sala riunioni e partiamo.

User story in via di ordinamento

Come vedete nella foto le user story sono sempre rigorosamente su carta per

  • consolidare il processo di ordinamento. Se sposti questo giù e poi sposti quest’altro su con le tue mani, quelle fatte di carne e non di bit, l’esperienza ti lascia un ricordo più profondo, completo di memoria fisica, con il vantaggio di avere tutti più chiaro che effettivamente quella user story ha una priorità più alta di quell’altra.
  • alimentare il senso di gioco. Ci piace il virtuale e ok. Ma gli oggetti fisici, la realtà hi-res che ci circonda e la tridimensionalità gravitazionale sono (ancora) un’altra cosa. E tre, cinque, sette persone attorno ad un tavolo finiscono sempre per interagire meglio che in una chat. Con user story di carta le mani si sovrappongono, si scherza, si interagisce, nascono sempre tormentoni che ci si porta dietro tutto il giorno, rendendo il tutto più gradevole e di conseguenza assimilabile.

Parecchie decine di user story, un bel pranzo e qualche ora dopo abbiamo le nostre user story tutte belle in coda. Nell’operazione di ordinamento abbiamo ottenuto:

  1. La forzatura di una ulteriore analisi delle user story e quindi delle funzionalità che il software dovrà presentare. Questa analisi avviene però, per così dire, in background, a differenza della fase di scrittura delle user story in cui l’impegno di tutti è esattamente centrato sull’individuazione delle funzionalità.
  2. La definizione di un backlog ordinato che permette di applicare facili euristiche di ottimizzazione del planning.
  3. Una forte base di confronto fra team e clienti, che scoprono entrambi che le priorità degli altri non sono mai come te li aspetti.

Riunione per assegnazione priorità

Una bella giornata insomma, che ho voluto condividere con te direttamente dalle trincee! 🙂 Ciao!

October 07 2008 01:31 pm | Dalle trincee

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