Più realisti del re: l’Agile UX secondo gli sviluppatori

Nell’ordine Alberto, Gianandrea e Davide mi hanno segnalato questo articolo di Jakob Nielsen, tonicissimo guru della progettazione dell’esperienza utente (User eXperience), dell’usabilità e dello user centred design. Lasciando i commenti più specifici a chi di UX se ne intende assai più di me, ho letto con molto interesse il report di Nielsen, a valle delle molte esperienze e discussioni che ho vissuto al riguardo in questo 2009 che volge al termine e di cui hai potuto scorgere alcuni riflessi tra le pagine di questo blog.

Voglio condividere però il mio punto di vista, senza dubbio centrato sullo sviluppo agile, nel più ristretto ambito di soli due punti esposti da Nielsen.

Primo punto: risulta che il grado di soddisfazione dei partecipanti allo studio fosse leggermente più alto con metodi meramente iterativi piuttosto che anche agili. Trovo questo dato perfettamente in sintonia con quanto ho affermato più volte quest anno sul tema delle metodologie agili usate insieme allo user centred design. Gli interaction designer mancano ancora delle tecniche, degli strumenti – meno – e dei principi culturali – di più – per avere un approccio al proprio lavoro che li sostenga nell’abbandonare i propri semi-lavorati, i deliverable già creati. Quindi, pur percependo forte il valore dei processi agili, trovano ancora più confortevoli i metodi semplicemente iterativi, i quali, ovviamente, sono vissuti già come rivoluzionari da chi abituato a lavorare waterfall.

Secondo punto:

Developers rated the user experience impact on the deliverable’s quality at 4.3, whereas UX people rated it at 4.0 (again on a 1–5 scale, with 5 best). Developers said productivity increased somewhat with UX involvement (3.3), whereas UX rated this only slightly higher at 3.4.

La mia esperienza di progetti con un forte orientamento all’utente, con specialisti UX inseriti nel team, è stata altrettanto positiva. Io vedo l’attività degli interaction designer come un preziosissimo supporto alla scrittura delle user story e mi fa piacere vedere come questo valore sia percepito dagli sviluppatori in modo perfino più forte che dagli interaction designer stessi!

Ho imparato a ritenere la fase della scrittura delle user story una delle più cruciali – se non la più cruciale – per la buona riuscita di ogni progetto. Sei consapevole del valore di requisiti non solo ben espressi, ma anche già confezionati in un formato che supporti il team nella fase di sviluppo? Ti è chiaro come l’attività centrata sull’utente sia un grimaldello precisissimo per violare la serratura troppo spesso chiusa della riduzione razionale dello scope, del controllo del budget e, in ultima analisi, del successo del tuo progetto?

November 12 2009 | Dalle trincee | 3 Comments »

Agile UX, Facebook e il refactoring delle interfacce

In un recentissimo post di Alberto Mucignat, caro amico più volte ospite di questo blog, nonché esperto progettista di interfacce, si possono leggere sintetizzati i punti salienti per capire come lavorano gli interaction designer di Facebook.

Sebbene mi piacerebbe soffermarmi sul punto

3. I designer lavorano principalmente in codice (html/css e un pizzico di php)

tradendo così la mia estrazione da sviluppatore e confermando il codice come valido (!= perfetto) formalismo per questi scopi, preferisco invece farti notare questo:

4. Non si affezionano troppo al lavoro: il software cambia continuamente.

È più di un anno che scrivo e dico che l’unica via per rendere più agile il lavoro degli interaction designers è basata su due punti:

  1. Trovare strumenti che permettano il facile refactoring dei wireframe.
  2. Adottare una filosofia di progettazione più incline al rifacimento e meno al desiderio di essere – disperatamente – up front.

Il primo vincolo potrà anche essere squisitamente tecnico – ed è solo questione di tempo, ma il secondo non è che di natura umana.

E ti pare poco!

September 17 2009 | Dalle trincee | 6 Comments »

AgileCamp2009: Lo sviluppo delle mucche viola

Con tempi degni della migliore tradizione della teoria tettonica a placche, ecco qui le slide, il video e la mappa concettuale del mio talk all’ultimo AgileCamp2009. Buona visione/lettura/ascolto!

(dritta: il video è talk fino al 21° minuto poi diventa sessione di domande&risposte)

Mappa concettuale del talk su progettazione della User Experience e sviluppo agile

Mappa concettuale del talk su progettazione della User Experience e sviluppo agile

March 26 2009 | Eventi | No Comments »

Requirements rodeo

Sai quando si parla di valore per l’utente, no? Hai presente quando senti uno sviluppatore lamentarsi del cliente poco lean, vero? Ti è capitato di pensare che sviluppatori e designers avessero molti problemi in comune, ricordi?

Bene.

Ora ridici un po’ su.

Saputo da Sketchin che l’ha saputo da Chiara Fox che l’ha saputo da AdFreak.

January 22 2009 | Visione agile | No Comments »

Il ruolo: l’interaction designer

All’indomani dell’AgileCamp2009 e delle belle e costruttive discussioni intercorse fra i partecipanti riguardo le sinergie possibili fra sviluppatori e specialisti di interaction design nello sviluppo agile, ho deciso di inaugurare una nuova categoria di post dedicata ai ruoli nell’Extreme Programming proprio con un post – indovina un po! – sugli interaction designer. continue reading »

January 20 2009 | I ruoli XP | 3 Comments »

AgileCamp2009: strategia, progettazione, design e metodologie agili

Ciao!

Il 17 gennaio 2009 si terrà l’AgileCamp2009, il primo barcamp italiano dedicato all’incontro fra progettazione e sviluppo agile!

Temi a me molto cari come lo user centred design, la definizione del valore del prodotto e – ovviamente – i metodi agili saranno discussi in un’unica sede, contribuendo forse al consolidamento di una community italiana che prevedo crescerà tumultuosamente intorno a questi concetti per tutto il 2009.

Vieni anche tu?

November 19 2008 | Eventi | 3 Comments »

Lo user centered design ed il valore per il cliente nello sviluppo agile

Tempo fa promisi una risposta ad un post di Alberto in cui lui esponeva parte di alcune nostre elucubrazioni sulla differenza fra ciò che vale per l’utente e ciò che vale per il cliente. Finalmente ho avuto il tempo di… disegnare i diagrammi! :)

In buona sostanza il diagramma che preferisco contrapporre a quello da lui pubblicato è questo

La peiorità delle user story in base al valore per il cliente e al rischio

Peraltro lo stesso Alberto in un altro suo post discute anche questo approccio.

Nelle metodologie agili, ed in particolare in Extreme Programming, si prende come obiettivo il valore realizzato per il cliente – inteso come colui che possiede il sistema finale e ne finanzia lo sviluppo, mentre nella disciplina dello user centred design i bisogni, le volontà e le limitazioni dell’utente finale sono poste al centro dell’intero processo di progettazione.

Mentre si potrebbe pensare in un primo momento che gli interessi dell’utente siano sempre coincidenti con gli interessi del cliente, che immaginiamo tutti puntare ad ottenere un pubblico soddisfatto, un’analisi più approfondita mostra immediatamente che le cose non sono così semplici. Esistono cioè casi in cui il cliente ha degli obiettivi diametralmente contrapposti alle esigenze dell’utenza del sistema. I sistemi di e-commerce sono spesso contraddistinti da questa contrapposizione, mentre le community online vedono un maggiore allineamento fra interessi del cliente e dell’utente.

Nel diagramma sopra quindi, benché il valore per l’utente di una feature non sia mai trascurabile per calcolarne il valore per il cliente, abbiamo una rappresentazione troppo semplicistica della realtà che, effettivamente, viene a galla in fase di assegnazione delle priorità delle user story.

Direi quindi che questo diagramma possa essere considerato più fedele al vero

Le priorità delle user story in base al valore per l'utente e al rischio su un piano ortogonale al precedente comunque indicato

Come si vede il valore utente, se considerato, deve esserlo in maniera in linea di principio indipendente dal valore per il cliente o cmq in correlazione controllata ovvero consapevole.

I due piani ortogonali e il diedro da essi individuato

Quanto le due metriche di valore siano correlate tra loro è quindi dato, in questa rappresentazione, dall’angolo formato dai due piani individuati: il primo che pone in relazione le priorità delle user story con il valore per il cliente, il secondo che pone in relazione le priorità delle user story con il valore per l’utente. Minore l’angolo formato dai due piani, maggiore la concordanza tra le due assegnazioni di valore e la conseguente corrispondenza di assegnazione di priorità.

Quindi, in relazione ulteriore, possiamo porre la coincidenza di interessi tra clienti e utenti

La intersezione utente-cliente delle features va massimizzata

e arrivare ad una morale conclusiva: se il design delle applicazioni ancora soffre troppo spesso di rigidità di processo, mentre le metodologie agili non forniscono veri e propri strumenti per la progettazione macroscopica delle stesse applicazioni, il vero sforzo da compiere nei prossimi anni è quello di far convergere i due mondi, individuando metodologie che sappiano da una parte accogliere il cambiamento senza waterfalliane eredità, dall’altra produrre e sostenere la vision di ogni progetto.

Come a dire: ok, con le user story sappiamo cosa farci, ma una metodologia di spessore per scriverle non sarebbe bello averla? Con Luca lo scambio a tal proposito è nel vivo…

November 14 2008 | Esperti | 3 Comments »