Design concorrente per team distribuiti con Google Drawing

Dai tempi della fine dello storico PowWow – esempio quintessenziale del fenomeno dot-com anni ‘90 – cioè dal 2000, attendevo il ritorno di uno strumento per disegnare cooperativamente online in tempo reale. C’erano sì stati alcuni strumenti alternativi anche su piattaforme molto diffuse come MSN o Skype, ma mai con i miei clienti ero riuscito a trovare un modo comodo e facilmente accessibile per disegnare al volo durante una conference call. Beh, finalmente oggi è possibile tornare ai vecchi fasti.

Nella suite Google Docs infatti è stata recentemente aggiunta Drawing, l’applicazione per creare e modificare diagrammi. Con la consueta grammatica di interazione gli utenti possono condividere i loro diagrammi con altri utenti e collaborare interattivamente sugli stessi diagrammi esattamente come Google Spreadsheet ci aveva già abituato a fare con i fogli elettronici. In pratica abbiamo tutti noi finalmente a disposizione una whiteboard (quasi) gratuita da condividere con chiunque, ovunque ed in qualsiasi momento.

Per me questo rappresenta l’abbattimento di una barriera molto scomoda, vincolante buona parte della mia attività lavorativa. Ogni volta che mi sono trovato costretto a fare una riunione in remoto o a fare pair programming via Skype, è sempre mancata la possibilità di disegnare. Non so tu, ma io quando condivido e discuto concetti al di sopra di una complessità minima ho bisogno di fare schizzi ed esempi grafici. Negli ultimi anni avevo fatto grandi sforzi per ovviare a questa vera e propria amputazione mediatica, sforzandomi di raffinare la capacità di rimuovere le ambiguità dai discorsi e di comunicare in modo più verbale e meno visuale. Lo strumento di Google rende finalmente questa traduzione non necessaria e, soprattutto, non richiede grandi iniziative da parte dei miei clienti: un account Google. Punto. Niente plug-in, niente applicazioni, perfino niente Flash Player!

La conseguenza più importante per tutti di questo lancio è la nuova abilitazione ad un processo di design concorrente, tipicamente desiderato nel contesto lean, poiché concorrenza significa feedback più immediati. D’ora in avanti quindi niente più ostacoli per tracciare un po’ di UML durante un pair programming in remoto, più nessun problema per tracciare semplici grafici durante una conference call e, arrivo a pensare, d’ora in avanti avremo anche aperta la possibilità per i nostri interaction designer di prototipare (parti di) interfacce anche con collaboratori e clienti lontani!

Certo, questo non dovrà mai significare la rinuncia ad ogni tentativo possibile di incontrarsi de visu, e non tanto per un mio inguaribile romanticismo neo-luddista, quanto invece per l’oggettiva qualità della comunicazione fra le persone… di persona! Poi si sa, difficilmente resisterai al fascino di una partita a tris in remoto! ;)

April 21 2010 | Dalle trincee | 4 Comments »

User experience agile con il pair progr…ehm pair design!

In questo post – scoperto via Alberto – si espongono i vantaggi dello UX design – la progettazione della user experience – condotto in coppia. Noto interessanti analogie con uno dei miei primi post;)

November 23 2009 | Base | 1 Comment »

Pair programming rocks!

Esco ora da una intensa settimana nell’Oxfordshire per il kickstart di un progetto fra i più complessi mai affrontati negli ultimi anni a cui ho partecipato rispondendo alla chiamata di Marc, un vecchio amico del PHP London.

Il dominio da trattare e, di conseguenza, da descrivere avrebbe potuto essere un vero problema considerato anche che io e Marc non avevamo mai lavorato insieme prima d’ora. Fortunatamente la condivisione dei valori agili e la conoscenza delle relative pratiche ha fatto sì che esistesse una via per stabilire una rapida comunicazione fin dalle prime ore insieme: il pair programming. continue reading »

August 03 2008 | Dalle trincee | No Comments »

Solidi ma agili con il pair programming

Il pair programming è la pratica diffusa in diverse metodologie di sviluppo agile che richiede a due programmatori di lavorare seduti uno accanto all’altro su una stessa macchina. Uno fa quello che l’altro non sta facendo. Uno scrive un test? L’altro pensa a come soddisfarlo. Uno scrive codice di una classe? L’altro cerca informazioni strategiche sul web. Sembra un spreco, ma non lo è. Il pair programming aiuta e, perché no, rende tutti più sereni, anche i manager! Vediamo come. continue reading »

April 25 2008 | Base and Le pratiche XP | 8 Comments »