Sant’Antonio, le giuste priorità e ‘getting things done’

Tra una catena di Sant’Antonio, una proposta per un gruppo Facebook e un po’ di spam di routine oggi ho ricevuto questa storiella:

Un professore, prima di iniziare la sua lezione di filosofia, pose alcuni oggetti davanti a sé, sulla cattedra. Senza dire nulla, quando la lezione iniziò, prese un grosso barattolo di maionese vuoto e lo riempì con delle palline da golf. Domandò quindi ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di sì.

Allora, il professore rovesciò dentro il barattolo una scatola di sassolini, scuotendolo leggermente. I sassolini occuparono gli spazi fra le palline da golf. Domandò quindi, di nuovo, ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di sì.

Il professore, rovesciò dentro il barattolo una scatola di sabbia. Naturalmente, la sabbia occupò tutti gli spazi liberi. Egli domandò ancura una volta agli studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero con un sì unanime.

Il professore tirò fuori da sotto la cattedra due bicchieri di vino rosso e li rovesciò interamente dentro il barattolo, riempiendo tutto lo spazio fra i granelli di sabbia. Gli studenti risero!

“Ora”, disse il professore quando la risata finì, “vorrei che voi consideraste questo barattolo la vostra vita. Le palline da golf sono le cose importanti; la vostra famiglia, i vostri figli, la vostra salute, i vostri amici e le cose che preferite; cose che se rimanessero dopo che tutto il resto fosse perduto riempirebbero comunque la vostra esistenza.”

“I sassolini sono le altre cose che contano, come il vostro lavoro, la vostra casa, l’automobile. La sabbia è tutto il resto, le piccole cose.”

“Se metteste nel barattolo per prima la sabbia”, continuò, “non resterebbe spazio per i sassolini e per le palline da golf. Lo stesso accade per la vita. Se usate tutto il vostro tempo e la vostra energia per le piccole cose, non vi potrete mai dedicare alle cose che per voi sono veramente importanti.

[…]

Un po’ come le feature marginali o addirittura inutili che occupano tempo e testa degli sviluppatori al posto delle core feature. Un po’ come assegnare sempre la priorità più alta ai task che promettono una conclusione più immediata tentati dalla possibilità di sembrare più produttivi.

Un po’ come rinunciare alla gallina oggi per l’uovo domani.

p.s. ho scoperto che odio la retorica un po’ new age delle catene di Sant’Antonio…

September 10 2009 05:49 pm | Visione agile

One Response to “Sant’Antonio, le giuste priorità e ‘getting things done’”

  1. Gennaro Vietri on 14 Sep 2009 at 23:37 #

    Ricordavo un po’ diverso il finale di questo aneddoto: quando il professore terminò di spiegare la metafora, uno studente si alzò e propose la sua chiave di lettura: “non importa quante cose grandi o piccole ci sono nella vita… c’è sempre posto per un paio di bicchieri di rosso!” 🙂

    Scherzi a parte, la morale è corretta, e descrivi peccati che anche io mi sono ritrovato a commettere…

    Ciao!

Trackback URI | Comments RSS

Leave a Reply