Il principio di umanità

Inutile fingere: gli sviluppatori sono persone. Una metodologia concreta non può ignorare il contesto in cui verrà applicata. Una metodologia di sviluppo del software non può ignorare il fatto che gli sviluppatori siano persone. L’Extreme Programming non aggira il problema, lo incorpora e lo trasforma in un aspetto vincente.Per decenni di industria informatica gli sviluppatori sono stati chiamati risorse umane. Analizzando meglio l’espressione notiamo abbastanza presto come l’attributo umane stia lì solo per addolcire l’espressione, per indorare la pillola, e non renda affatto più morbido lo sterile relegare di una persona, di più persone – di vite umane, alla resa dei conti – al ruolo di risorsa, come una stampante o un conto in banca.

Alla voce risorsa troviamo

Mezzo, espediente con cui è possibile provvedere a un bisogno, a una necessità.

Salta all’occhio la forte equiparazione delle persone, che costituiscono il vero valore di ogni azienda ed in particolare di un’azienda che produca software, agli altri mezzi, agli altri espedienti, insomma alle altre risorse con cui l’azienda porta avanti i suoi affari.

In realtà non è vero che le aziende non debbano considerare le persone, e gli sviluppatori nel nostro caso, come una ricchezza potenziale da convertire in ricchezza economica o tecnologica, ma è semplicemente disaccoppiata dalla realtà dei fatti ogni metodologia che pretenda di trattare le persone come se non fossero tali. Al di là delle considerazioni etiche più basilari – che ometto solo perché non è questa la sede e non perché siano questioni trascurabili – un processo produttivo non realizzerà il massimo valore possibile se non considerando ogni risorsa nel modo più giusto: le stampanti come stampanti, il denaro come denaro e, con semplice linerità, le persone come esseri umani.

Le persone, per essere buoni sviluppatori, hanno bisogno di

  • Sicurezza basilare
    • La salute, la prosperità e la sicurezza dei propri cari sono minacciate dalla paura di perdere il lavoro.
  • Soddisfazione
    • L’abilità e l’opportunità di contribuire al loro contesto.
  • Appartenenza
    • La possibilità di identificarsi in un gruppo dal quale ricevere riconoscimento e verso il quale contribuire
  • Crescita
    • L’opportunità di vedere accresciute le proprie capacità e le proprie prospettive
  • Confidenza
    • La possibilità di capire e di essere capiti

L’abilità di un buon project manager risiede nel bilanciare al meglio i bisogni dell’individuo con i bisogni collettivi, ricordando che, sebbene spesso i bisogni del team coincidano con gli obiettivi a lungo termine dell’individuo – e valgano pertanto qualche sacrificio, il sacrificio continuo degli sviluppatori non realizza il massimo successo di nessun progetto.

Alcune pratiche primarie dell’Extreme Programming, come il divieto di overtime o la preferenza per la comunicazione faccia a faccia, sono suggerite direttamente dal principio di umanità che abbiamo appena descritto, nella convinzione che esseri umani soddisfatti siano la chiave per produrre software di qualità.

April 25 2008 02:13 pm | I principi XP

3 Responses to “Il principio di umanità”

  1. Michele Costabile on 28 Nov 2008 at 12:48 #

    Bravo! Sono anni che cestino con rabbia qualsiasi comunicazione che contiene la parola risorsa, un termine che può andare bene per le fotocopiatrici o le presse idrauliche, ma non per le persone.

  2. SviluppoAgile.it - Principi XP: il principio di umanità - Francesco (cphp) Trucchia on 10 Jan 2009 at 14:46 #

    [...] sviluppoagile.it che fa da entry per una serie di articoli sui principi dell’XP. In questo primo articolo della serie si parla del principio di umanità, principio che molto spesso nelle nostre aziende [...]

  3. Agile project management con Google Wave | Sviluppo Agile on 18 Dec 2009 at 13:41 #

    [...] asciutto – diremmo lean – per essere adattato ad ogni contesto in modo vincente. Il principio di umanità di cui ho parlato in passato verrebbe sicuramente [...]

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