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	<title>Comments on: Italian Agile Day 2009: un successo</title>
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	<description>Accogliere il cambiamento</description>
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		<title>By: Growing agilists &#171; Software Engineering Slave</title>
		<link>http://www.sviluppoagile.it/italian-agile-day-2009-un-successo/comment-page-1#comment-2294</link>
		<dc:creator>Growing agilists &#171; Software Engineering Slave</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 21:43:13 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Jacopo Romei (in italian) [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Jacopo Romei (in italian) [...]</p>
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		<title>By: Lyndon</title>
		<link>http://www.sviluppoagile.it/italian-agile-day-2009-un-successo/comment-page-1#comment-2293</link>
		<dc:creator>Lyndon</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 22:49:15 +0000</pubDate>
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		<description>Vedrai, Cristiano, che il buon vecchio Feyerabend ti darà parecchie soddisfazioni!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vedrai, Cristiano, che il buon vecchio Feyerabend ti darà parecchie soddisfazioni!</p>
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		<title>By: Cristiano Rastelli</title>
		<link>http://www.sviluppoagile.it/italian-agile-day-2009-un-successo/comment-page-1#comment-2292</link>
		<dc:creator>Cristiano Rastelli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 10:39:01 +0000</pubDate>
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		<description>@Lyndon: concordo con te. E il libro me lo sono segnato ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Lyndon: concordo con te. E il libro me lo sono segnato <img src='http://www.sviluppoagile.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>By: Lyndon</title>
		<link>http://www.sviluppoagile.it/italian-agile-day-2009-un-successo/comment-page-1#comment-2291</link>
		<dc:creator>Lyndon</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 09:32:51 +0000</pubDate>
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		<description>Di solito quando accade a un uomo di perdere le proprie certezze, le proprie ideologie, di non avere più né regole né tabù quel qualcosa di onniscente, infallibile, presuntuosamente e assolutamente sicuro di sé non è la scienza è la religione, impresa umana molto più potente e invadente.
Anche io ho paura quando la conoscenza viene imposta da un&#039;autorità inappellabile e indiscutibile, ammetto pure che il racconto della scienza che giunge nella maggior parte dei casi agli uomini possa far sembrare un &quot;ismo&quot; anche un&#039;impresa umana come la scienza che al contrario, come ho detto, è la nemesi di ogni autorità che si ponga come assoluta.
Se si scambiano scienziati per chierici e si critica una teoria scientifica perché sembra la Verità assoluta non si sta criticando la scienza si sta giocando con il linguaggio. E&#039; come se ce la prendesssimo con i calciatori se parte di loro iniziasse a giocare con le mani pur presentandosi come calciatori. Il problema non è del calcio ma è nell&#039;uso ingannevole che si fa di esso.
L&#039;universo può non espandersi, la terra può non essere ferma, l&#039;evoluzione può avere problemi in biochimica, il tempo e lo spazio possono non essere più dei contenitori assoluti, ciò non vuol dire che la scienza sia meno scienza al contrario è in questo che manifesta se stessa. Quando non lo fa semplicemente non è scienza. E&#039; un ibrido e la responsabilità è tutta di chi la ibrida.

P.S. Mi permetto di consigliare un altro volume da affiancare a quelli del comodino: Paul K. Feyerabend, &quot;Contro il metodo&quot;, Feltrinelli.
http://www.emsf.rai.it/aforismi/aforismi.asp?d=72</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Di solito quando accade a un uomo di perdere le proprie certezze, le proprie ideologie, di non avere più né regole né tabù quel qualcosa di onniscente, infallibile, presuntuosamente e assolutamente sicuro di sé non è la scienza è la religione, impresa umana molto più potente e invadente.<br />
Anche io ho paura quando la conoscenza viene imposta da un&#8217;autorità inappellabile e indiscutibile, ammetto pure che il racconto della scienza che giunge nella maggior parte dei casi agli uomini possa far sembrare un &#8220;ismo&#8221; anche un&#8217;impresa umana come la scienza che al contrario, come ho detto, è la nemesi di ogni autorità che si ponga come assoluta.<br />
Se si scambiano scienziati per chierici e si critica una teoria scientifica perché sembra la Verità assoluta non si sta criticando la scienza si sta giocando con il linguaggio. E&#8217; come se ce la prendesssimo con i calciatori se parte di loro iniziasse a giocare con le mani pur presentandosi come calciatori. Il problema non è del calcio ma è nell&#8217;uso ingannevole che si fa di esso.<br />
L&#8217;universo può non espandersi, la terra può non essere ferma, l&#8217;evoluzione può avere problemi in biochimica, il tempo e lo spazio possono non essere più dei contenitori assoluti, ciò non vuol dire che la scienza sia meno scienza al contrario è in questo che manifesta se stessa. Quando non lo fa semplicemente non è scienza. E&#8217; un ibrido e la responsabilità è tutta di chi la ibrida.</p>
<p>P.S. Mi permetto di consigliare un altro volume da affiancare a quelli del comodino: Paul K. Feyerabend, &#8220;Contro il metodo&#8221;, Feltrinelli.<br />
<a href="http://www.emsf.rai.it/aforismi/aforismi.asp?d=72" rel="nofollow">http://www.emsf.rai.it/aforismi/aforismi.asp?d=72</a></p>
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		<title>By: Cristiano Rastelli</title>
		<link>http://www.sviluppoagile.it/italian-agile-day-2009-un-successo/comment-page-1#comment-2290</link>
		<dc:creator>Cristiano Rastelli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 19:56:40 +0000</pubDate>
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		<description>Evvai di polemica! ( Just kidding... :-) )

Non potendo inerpicarmi su discorsi epistemologici, non ne sono in grado, sono uomo della strada, tengo solo a sottolineare come il rischio oggi sia il passaggio da scienza a scientismo (con il pericolo delle aberrazioni che tutti gli &quot;ismi&quot; portano con sè). Poiché non abbiamo più certezze, nè regole nè tabù nè ideologie, lasciamo pian piano che sia la scienza, in quanto &quot;omnisciente&quot; e infallibile, a decidere per noi. Su tutto e di tutto. Anche ciò che è vita e morte. Anche ciò che è lecito o illecito. Anche ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Senza appunto tenere conto che la scienza è fatta comunque da uomini, con le loro passioni ma anche i loro difetti e le loro debolezze, con la loro intelligenza ma anche con i loro errori e le loro presunzioni. La scienza è fatta da uomini e di uomini. Non può avere un valore assoluto. 

Oggi l&#039;homo scientificus è pieno di certezze. Sono proprio queste &quot;certezze&quot; indiscutibili della scienza a spaventarmi. Proprio come eravamo certi che la terra fosse piatta e le stelle appese al cielo, oggi siamo certi che il clima cambi perché l&#039;uomo emette CO2 (poi saltan fuori gli email riservate tra ricercatori come in questi giorni, e vedi dove va a finire il metodo scientifico e la condivisione della conoscenza); siamo certi che l&#039;universo sia come ce l&#039;hanno sempre descritto, nato con un bel big-bang e in espansione, poi peccato che candidatemente si ammetta di non conoscere per il 96% di che materia sia fatto (e allora che cosa sappiamo? che razza di teoria è una teoria che spiega solo il 4% delle nostre osservazioni?); siamo certi che il Darwinismo spieghi come e perché è nata e si è evoluta la vita, poi però non è in grado di spiegare i meccanismi alla base di una cellula.

Ecco, una scienza troppo sicura di sè a me fa paura. 

PS: ci metto anche il carico, così mi prendete per pazzo e mi togliete il saluto, e la facciamo finita: sul mio comodino in questo momento ci sono questi due libri, che sto leggendo con una certa curiosità:
http://www.hoepli.it/libro/seeing-red.asp?ib=9788816408753
http://www.hoepli.it/libro/la-scatola-nera-di-darwin-la-sfida-biochimica-all-evoluzione.asp?ib=9788888747705</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Evvai di polemica! ( Just kidding&#8230; <img src='http://www.sviluppoagile.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  )</p>
<p>Non potendo inerpicarmi su discorsi epistemologici, non ne sono in grado, sono uomo della strada, tengo solo a sottolineare come il rischio oggi sia il passaggio da scienza a scientismo (con il pericolo delle aberrazioni che tutti gli &#8220;ismi&#8221; portano con sè). Poiché non abbiamo più certezze, nè regole nè tabù nè ideologie, lasciamo pian piano che sia la scienza, in quanto &#8220;omnisciente&#8221; e infallibile, a decidere per noi. Su tutto e di tutto. Anche ciò che è vita e morte. Anche ciò che è lecito o illecito. Anche ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.</p>
<p>Senza appunto tenere conto che la scienza è fatta comunque da uomini, con le loro passioni ma anche i loro difetti e le loro debolezze, con la loro intelligenza ma anche con i loro errori e le loro presunzioni. La scienza è fatta da uomini e di uomini. Non può avere un valore assoluto. </p>
<p>Oggi l&#8217;homo scientificus è pieno di certezze. Sono proprio queste &#8220;certezze&#8221; indiscutibili della scienza a spaventarmi. Proprio come eravamo certi che la terra fosse piatta e le stelle appese al cielo, oggi siamo certi che il clima cambi perché l&#8217;uomo emette CO2 (poi saltan fuori gli email riservate tra ricercatori come in questi giorni, e vedi dove va a finire il metodo scientifico e la condivisione della conoscenza); siamo certi che l&#8217;universo sia come ce l&#8217;hanno sempre descritto, nato con un bel big-bang e in espansione, poi peccato che candidatemente si ammetta di non conoscere per il 96% di che materia sia fatto (e allora che cosa sappiamo? che razza di teoria è una teoria che spiega solo il 4% delle nostre osservazioni?); siamo certi che il Darwinismo spieghi come e perché è nata e si è evoluta la vita, poi però non è in grado di spiegare i meccanismi alla base di una cellula.</p>
<p>Ecco, una scienza troppo sicura di sè a me fa paura. </p>
<p>PS: ci metto anche il carico, così mi prendete per pazzo e mi togliete il saluto, e la facciamo finita: sul mio comodino in questo momento ci sono questi due libri, che sto leggendo con una certa curiosità:<br />
<a href="http://www.hoepli.it/libro/seeing-red.asp?ib=9788816408753" rel="nofollow">http://www.hoepli.it/libro/seeing-red.asp?ib=9788816408753</a><br />
<a href="http://www.hoepli.it/libro/la-scatola-nera-di-darwin-la-sfida-biochimica-all-evoluzione.asp?ib=9788888747705" rel="nofollow">http://www.hoepli.it/libro/la-scatola-nera-di-darwin-la-sfida-biochimica-all-evoluzione.asp?ib=9788888747705</a></p>
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		<title>By: Lyndon</title>
		<link>http://www.sviluppoagile.it/italian-agile-day-2009-un-successo/comment-page-1#comment-2289</link>
		<dc:creator>Lyndon</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 21:34:37 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao, sono uno degli amici umanisti di Jacopo.
Prima di tutto ringrazio calorosamente il padrone di casa per la citazione. Quanto all&#039;interessante dibattito epistemologico, lascio un contributo di carattere generale, non avendo sentito parlare di metodo agile se non da poco.
Dunque, vorrei ricordare che purtroppo dietro l&#039;utilizzo dell&#039;aggettivo &quot;galileiano&quot; si celano insidie ragguardevoli e pericolose per ogni pensiero libero e critico. Per intenderci, ho sentito esponenti del mondo scientifico - magari di dubbio gusto ma comunque appartenenti alla scienza - bollare la teoria dell&#039;evoluzione di Darwin come qualcosa che non sta nella scienza perché non si attiene ai criteri della scienza galileiana. Ora, uno di questi criteri, oltra alla determinatezza delle conoscenze acquisite, è la riproducibilità dell&#039;esperimento, cioè la capacità dell&#039;osservatore di tenere sotto controllo - in laboratorio - tutti i fattori variabili che costituiscono il fenomeno da spiegare. Necessariamente la biologia non può fare esperimenti galileiani per il semplice motivo che la freccia del tempo è irreversibile e che gli esseri viventi non sono propriamente dei corpi simili a quelli sublimati del mondo-biliardo della fisica classica e attaccarla da questo punto di vista è quanto meno da grandissimi figli di puttana - passatemela ma su queste cose m&#039;incazzo facile. Ma visto che sarebbe disonensto, unfair, appellarsi esclusivamente alla natura dell&#039;oggetto di studio dell&#039;evoluzione - la storia naturale - aggiunngo che la stessa obiezione di antigalileianità - ma che ho scritto! - potrebbe essere mossa contro la fisica stessa, cioè a una delle sue declinazioni più potenti: la fisica dei quanti.
Sotto la costante di Plank - un valore al di sotto del quale si entra nel mondo del particelle elementari abbandonando quello &quot;a forma di biliardo&quot; della fisica classica - le particelle si comportano in modi letteralmente paradossali - cioè guarda un po&#039; non come delle palle da biliardo. Ad esempio non possiamo conoscere contemporaneamente con precisione velocità e posizione di un elettrone. L&#039;osservatore - uomo o macchina che sia - prima di osservare non ha una realtà determinata da predire ma una possibilità - funzione d&#039;onda o matrice, ma qui mi fermo ché per un umanista come me questi sono solo puri e bellissimi nomi. Quindi è l&#039;osservatore che realizza l&#039;oggetto osservato, non so se mi spiego.
Il punto è che anche in fisica un&#039;osservazione sperimentale del genere - le prime le fecero con la camera a nebbia - non sarà mai uguale a nessun&#039;altra se non a se stessa e addio riproducibilità.
Il fatto è che, in realtà, si tenta di usare Galilei per difendere ciò per cui Galilei stesso ha rischiato il suo nome, la sua dignità di studioso e sopratutto di essere umano - altri hanno perso la vita. Quando si dice che qualcosa di non determinato, predicibile con precisione non è scienza, lo si dice solo perché si ha paura della natura rivoluzionaria e anarchica della curiosità scientifica. La teoria dell&#039;evoluzione o i paradossi quantistici fanno a pieno titolo parte di questo nucleo anarchico, cioè dell&#039;anima più vera della scienza: la sua connaturata lotta all&#039;autorità imposta dall&#039;ipse dixit e l&#039;inevitabile predilizione per l&#039;autorità condivisa e condivisibile.
L&#039;unica precisione e riproducibilità che la scienza impone a chi la pratica e l&#039;ama è quella della disciplina del pensiero critico, l&#039;onestà intellettuale di non fare inganni col linguaggio prima che con i fatti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, sono uno degli amici umanisti di Jacopo.<br />
Prima di tutto ringrazio calorosamente il padrone di casa per la citazione. Quanto all&#8217;interessante dibattito epistemologico, lascio un contributo di carattere generale, non avendo sentito parlare di metodo agile se non da poco.<br />
Dunque, vorrei ricordare che purtroppo dietro l&#8217;utilizzo dell&#8217;aggettivo &#8220;galileiano&#8221; si celano insidie ragguardevoli e pericolose per ogni pensiero libero e critico. Per intenderci, ho sentito esponenti del mondo scientifico &#8211; magari di dubbio gusto ma comunque appartenenti alla scienza &#8211; bollare la teoria dell&#8217;evoluzione di Darwin come qualcosa che non sta nella scienza perché non si attiene ai criteri della scienza galileiana. Ora, uno di questi criteri, oltra alla determinatezza delle conoscenze acquisite, è la riproducibilità dell&#8217;esperimento, cioè la capacità dell&#8217;osservatore di tenere sotto controllo &#8211; in laboratorio &#8211; tutti i fattori variabili che costituiscono il fenomeno da spiegare. Necessariamente la biologia non può fare esperimenti galileiani per il semplice motivo che la freccia del tempo è irreversibile e che gli esseri viventi non sono propriamente dei corpi simili a quelli sublimati del mondo-biliardo della fisica classica e attaccarla da questo punto di vista è quanto meno da grandissimi figli di puttana &#8211; passatemela ma su queste cose m&#8217;incazzo facile. Ma visto che sarebbe disonensto, unfair, appellarsi esclusivamente alla natura dell&#8217;oggetto di studio dell&#8217;evoluzione &#8211; la storia naturale &#8211; aggiunngo che la stessa obiezione di antigalileianità &#8211; ma che ho scritto! &#8211; potrebbe essere mossa contro la fisica stessa, cioè a una delle sue declinazioni più potenti: la fisica dei quanti.<br />
Sotto la costante di Plank &#8211; un valore al di sotto del quale si entra nel mondo del particelle elementari abbandonando quello &#8220;a forma di biliardo&#8221; della fisica classica &#8211; le particelle si comportano in modi letteralmente paradossali &#8211; cioè guarda un po&#8217; non come delle palle da biliardo. Ad esempio non possiamo conoscere contemporaneamente con precisione velocità e posizione di un elettrone. L&#8217;osservatore &#8211; uomo o macchina che sia &#8211; prima di osservare non ha una realtà determinata da predire ma una possibilità &#8211; funzione d&#8217;onda o matrice, ma qui mi fermo ché per un umanista come me questi sono solo puri e bellissimi nomi. Quindi è l&#8217;osservatore che realizza l&#8217;oggetto osservato, non so se mi spiego.<br />
Il punto è che anche in fisica un&#8217;osservazione sperimentale del genere &#8211; le prime le fecero con la camera a nebbia &#8211; non sarà mai uguale a nessun&#8217;altra se non a se stessa e addio riproducibilità.<br />
Il fatto è che, in realtà, si tenta di usare Galilei per difendere ciò per cui Galilei stesso ha rischiato il suo nome, la sua dignità di studioso e sopratutto di essere umano &#8211; altri hanno perso la vita. Quando si dice che qualcosa di non determinato, predicibile con precisione non è scienza, lo si dice solo perché si ha paura della natura rivoluzionaria e anarchica della curiosità scientifica. La teoria dell&#8217;evoluzione o i paradossi quantistici fanno a pieno titolo parte di questo nucleo anarchico, cioè dell&#8217;anima più vera della scienza: la sua connaturata lotta all&#8217;autorità imposta dall&#8217;ipse dixit e l&#8217;inevitabile predilizione per l&#8217;autorità condivisa e condivisibile.<br />
L&#8217;unica precisione e riproducibilità che la scienza impone a chi la pratica e l&#8217;ama è quella della disciplina del pensiero critico, l&#8217;onestà intellettuale di non fare inganni col linguaggio prima che con i fatti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Jacopo Romei</title>
		<link>http://www.sviluppoagile.it/italian-agile-day-2009-un-successo/comment-page-1#comment-2286</link>
		<dc:creator>Jacopo Romei</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 15:36:55 +0000</pubDate>
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		<description>Dovesse servire... ;) Ma per ora mi limito a segnalare questo post di amici... umanisti:
http://intersettiva.it/2009/11/25/certificato-di-scientificita-richiedesi/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dovesse servire&#8230; <img src='http://www.sviluppoagile.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  Ma per ora mi limito a segnalare questo post di amici&#8230; umanisti:<br />
<a href="http://intersettiva.it/2009/11/25/certificato-di-scientificita-richiedesi/" rel="nofollow">http://intersettiva.it/2009/11/25/certificato-di-scientificita-richiedesi/</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Cristiano Rastelli</title>
		<link>http://www.sviluppoagile.it/italian-agile-day-2009-un-successo/comment-page-1#comment-2282</link>
		<dc:creator>Cristiano Rastelli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 17:33:10 +0000</pubDate>
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		<description>Ok, detto ciò, visto che siamo d&#039;accordo su tutto, a quando un po&#039; di sana polemica? ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ok, detto ciò, visto che siamo d&#8217;accordo su tutto, a quando un po&#8217; di sana polemica? <img src='http://www.sviluppoagile.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Jacopo Romei</title>
		<link>http://www.sviluppoagile.it/italian-agile-day-2009-un-successo/comment-page-1#comment-2280</link>
		<dc:creator>Jacopo Romei</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 15:35:16 +0000</pubDate>
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		<description>Cristiano, il messaggio è stra-corretto. E continuo a legarlo a quello del mio talk, a suo modo &#039;perpendicolare&#039; al tuo, in cui dicevo &quot;che esse sono qualcosa che riguarda innanzitutto&quot; i valori &quot;(una attitudine mentale) e solo “opzionalmente” &quot; le pratiche.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cristiano, il messaggio è stra-corretto. E continuo a legarlo a quello del mio talk, a suo modo &#8216;perpendicolare&#8217; al tuo, in cui dicevo &#8220;che esse sono qualcosa che riguarda innanzitutto&#8221; i valori &#8220;(una attitudine mentale) e solo “opzionalmente” &#8221; le pratiche.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Cristiano Rastelli</title>
		<link>http://www.sviluppoagile.it/italian-agile-day-2009-un-successo/comment-page-1#comment-2279</link>
		<dc:creator>Cristiano Rastelli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 15:22:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sviluppoagile.it/?p=434#comment-2279</guid>
		<description>OK, ho capito cosa intendi e concordo pienamente.
Rimanendo sul tema del mio intervento, esso non voleva dire &quot;lasciate perdere le metodologie agili&quot; o prendetele un po&#039; come vi pare (il concetto di toolbox poteva essere equivocato, in tal senso). Anzi! Per me hanno funzionato benissimo!
Solo, volevo che si capisse che esse sono qualcosa che riguarda innanzitutto noi stessi (una attitudine mentale) e solo &quot;opzionalmente&quot; gli altri. Tutto qui.

PS: complimenti per il tuo eclettismo (ho visto il gruppo &quot;a cappella&quot;, wow!).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>OK, ho capito cosa intendi e concordo pienamente.<br />
Rimanendo sul tema del mio intervento, esso non voleva dire &#8220;lasciate perdere le metodologie agili&#8221; o prendetele un po&#8217; come vi pare (il concetto di toolbox poteva essere equivocato, in tal senso). Anzi! Per me hanno funzionato benissimo!<br />
Solo, volevo che si capisse che esse sono qualcosa che riguarda innanzitutto noi stessi (una attitudine mentale) e solo &#8220;opzionalmente&#8221; gli altri. Tutto qui.</p>
<p>PS: complimenti per il tuo eclettismo (ho visto il gruppo &#8220;a cappella&#8221;, wow!).</p>
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