<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Sviluppo Agile &#187; Base</title>
	<atom:link href="http://www.sviluppoagile.it/category/base/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.sviluppoagile.it</link>
	<description>Accogliere il cambiamento</description>
	<lastBuildDate>Wed, 25 Jan 2012 09:13:05 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Noi siamo diversi</title>
		<link>http://www.sviluppoagile.it/noi-siamo-diversi</link>
		<comments>http://www.sviluppoagile.it/noi-siamo-diversi#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 09:04:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Romei</dc:creator>
				<category><![CDATA[Base]]></category>
		<category><![CDATA[diverso]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[rilasci]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sviluppoagile.it/?p=773</guid>
		<description><![CDATA[Dalla pagina del gruppo Facebook Engineering, quelli che fanno Facebook:
Il nostro ciclo di sviluppo è estremamente veloce e abbiamo costruito strumenti per mantenerlo così. E&#8217; normale scrivere codice e averlo in produzione pochi giorni dopo. Questa è una piacevole sorpresa per gli ingegneri che hanno lavorato in altre aziende dove il codice ci mette mesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla pagina del gruppo <a title="Facebook Engineering group page on Facebook" href="https://www.facebook.com/Engineering" target="_blank">Facebook Engineering</a>, quelli che <em>fanno</em> Facebook:</p>
<blockquote><p>Il nostro ciclo di sviluppo è estremamente veloce e abbiamo costruito strumenti per mantenerlo così. E&#8217; normale scrivere codice e averlo in produzione pochi giorni dopo. Questa è una piacevole sorpresa per gli ingegneri che hanno lavorato in altre aziende dove il codice ci mette mesi o anni a vedere la luce del giorno. Se lavori con noi, potrai avere un impatto immediato.(*)</p></blockquote>
<p>Hai notato? &#8220;<em>Pochi</em> giorni dopo&#8221;, &#8220;<em>piacevole</em> sorpresa&#8221;, &#8220;impatto <em>immediato</em>&#8220;. Perché loro sì e tu no?</p>
<p>&#8220;Eh ma da noi è diverso!&#8221;.</p>
<p>Ne sono convinto: quella differenza la stai facendo anche <strong>tu</strong>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sviluppoagile.it/noi-siamo-diversi/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Capire davvero il lean thinking.</title>
		<link>http://www.sviluppoagile.it/lean-thinking-il-testimone-non-gli-staffettisti</link>
		<comments>http://www.sviluppoagile.it/lean-thinking-il-testimone-non-gli-staffettisti#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 09:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Romei</dc:creator>
				<category><![CDATA[Base]]></category>
		<category><![CDATA[cravera]]></category>
		<category><![CDATA[larman]]></category>
		<category><![CDATA[lean]]></category>
		<category><![CDATA[lean thinking]]></category>
		<category><![CDATA[staffetta]]></category>
		<category><![CDATA[vodde]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sviluppoagile.it/?p=731</guid>
		<description><![CDATA[Il buon Gianandrea, attivo e paziente compare di riflessioni sui problemi dell&#8217;organizzazione del lavoro, sottopone alla mia attenzione questo articolo di Alessandro Cravera sul lean thinking. Un articolo rivelatorio delle distorsioni costantemente in agguato e in atto sempre più nel contesto manageriale che adotta metodologie agili per poi tradirne l&#8217;essenza. Lascia che ti spieghi come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il buon <a href="http://ibridazioni.com/" target="_blank" title="Ibridazioni">Gianandrea</a>, attivo e paziente compare di riflessioni sui problemi dell&#8217;organizzazione del lavoro, sottopone alla mia attenzione questo <a title="Articolo di Cravera" href="http://complessita.files.wordpress.com/2011/06/back-to-basics-giugno-20111.pdf" target="_blank">articolo di Alessandro Cravera</a> sul <em>lean thinking</em>. Un articolo rivelatorio delle distorsioni costantemente in agguato e in atto sempre più nel contesto manageriale che <em>adotta metodologie agili</em> per poi tradirne l&#8217;essenza. Lascia che ti spieghi come mai la pensi così.</p>
<p>Il pensiero <del datetime="2011-06-23T19:53:05+00:00">di</del> assunto da Cravera nella sua critica è quello di Womack per cui</p>
<blockquote><p>Per usare le parole dello stesso Womack, il lean thinking è &#8220;un modo per fare sempre di più consumando sempre di meno&#8221;.</p></blockquote>
<p>e da questa considerazione Cravera fa conseguire una riflessione sui <strong>rischi</strong> che il lean thinking comporta quando eventuali ridondanze vengono eliminate in nome della riduzione degli sprechi. Riflessione, questa, legittima perché effettivamente la riduzione <em>tout court</em> di ogni ridondanza è effettivamente a rischio di <strong>subottimizzazione</strong>, quella condizione in cui un ottimo locale può inficiare la prestazione globale di un sistema. Effettivamente lo scenario dello sviluppo di prodotti può fare tesoro di alcune ridondanze &#8211; basti pensare alla creazione di più ipotesi di interfaccia utente,  per fare un esempio banalissimo.  Quello che della riflessione non va, se vogliamo legarla ad una critica sana del lean, è l&#8217;assunto che il <strong>lean thinking sia devoto e prono alla subottimizzazione quando è assolutamente il contrario!</strong></p>
<p>Nel <a title="Lean Primer" href="http://www.leanprimer.com/downloads/lean_primer.pdf" target="_blank"><em>Lean Primer</em></a> di Craig Larman e Bas Vodde, la cui lettura consiglio a tutti gli interessati al pensiero lean, gli autori liquidano il punto di vista di Cravera già nella <strong>prima pagina</strong> (!) con questa considerazione che io riporto,  tradotta da me:</p>
<blockquote><p>L&#8217;immagine e la metafora con cui vorremmo porre l&#8217;accento su un errore &#8211; ed un&#8217;opportunità &#8211; chiave è la staffetta.</p>
<p>Considera i podisti di una staffetta in attesa del testimone da parte dei loro compagni di squadra. L&#8217;account manager, inorridito da questo spreco da sottoimpiego indicato in qualche <em>report</em>, probabilmente definirebbe una nuova <em>policy</em> con l&#8217;obiettivo &#8220;dell&#8217;impiego al 95% delle risorse&#8221; per assicurare che tutti gli staffettisti abbiano da fare e siano <em>produttivi</em>. Forse &#8211; suggerirebbe &#8211; gli staffettisti potrebbero correre tre staffette contemporaneamente per incrementare l&#8217;<em>occupazione delle risorse</em>. [...]</p>
<p>Divertente&#8230; ma questo tipo di ragionamento è più tipico del management e dei processi tradizionali nello sviluppo e in altri domini. Invece, per contrasto, ecco l&#8217;idea alla base del <em>lean thinking</em>:</p>
<blockquote><p><strong>Tieni d&#8217;occhio il testimone, non gli staffettisti</strong></p></blockquote>
</blockquote>
<p>Già traspare quindi il grave vizio di sostanza <del datetime="2011-06-23T19:53:05+00:00">dell&#8217;</del> emerso &#8211; non capisco se solo per citazione o per effettivo sposalizio &#8211; nell&#8217;articolo di Cravera: guarda all&#8217;approccio lean attraverso le lenti dei processi classici e ne analizza l&#8217;eventuale risultato, ormai però distorto. Non mi dilungo oltre: se ti interessa il pensiero lean leggi l&#8217;articolo di Cravera con attenzione. Poi leggi quello di Larman e Vodde per capirlo davvero.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sviluppoagile.it/lean-thinking-il-testimone-non-gli-staffettisti/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lavoro sostenibile. Indefinitamente.</title>
		<link>http://www.sviluppoagile.it/lavoro-sostenibile-indefinitamente</link>
		<comments>http://www.sviluppoagile.it/lavoro-sostenibile-indefinitamente#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 02:29:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Romei</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le pratiche XP]]></category>
		<category><![CDATA[extreme programming]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sviluppoagile.it/?p=699</guid>
		<description><![CDATA[Una delle pratiche primarie dell&#8217;Extreme Programming è denominata, nel libro seminale Extreme Programming Explained, energized work. Letteralmente traducibile con lavoro rinvigorito, trovo più felice la traduzione lavoro sostenibile ed è una delle pratiche meno diffuse tra i programmatori, in questo caso spesso senza nemmeno l&#8217;alibi del management brutto-e-cattivo. La pratica è banale da descrivere: fatte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle pratiche primarie dell&#8217;Extreme Programming è denominata, nel libro seminale <em>Extreme Programming Explained</em>, <strong>energized work</strong>. Letteralmente traducibile con <em>lavoro rinvigorito</em>, trovo più felice la traduzione <strong>lavoro sostenibile</strong> ed è una delle pratiche meno diffuse tra i programmatori, in questo caso spesso senza nemmeno l&#8217;alibi del management brutto-e-cattivo. La pratica è banale da descrivere: fatte le tue ore, stacca la spina, torna a casa e fai altro, vivi la tua vita. Distruggerti di lavoro oggi ti impedisce di garantire l&#8217;adeguata produttività domani, mancando di rispetto a te stesso, al team e, nei fortunati casi di maggiore autonomia degli sviluppatori, persino al datore di lavoro.</p>
<p>Non esiste alcuna prova che una persona in un team di sviluppo software sia più produttivo lavorando 70-80 ore la settimana invece che 40. Citando Kent Beck</p>
<blockquote><p>Software development is a game of insight, and insight comes to the prepared, rested, relaxed mind.</p></blockquote>
<p>E&#8217; già molto facile rimuovere valore da un progetto su cui stiamo lavorando in condizioni normali &#8211; per esempio introducendo debito tecnico, ma se siamo stanchi allora il problema diventa <em>accorgersi </em>che stiamo rimuovendo valore. E allora diventa anche interesse del datore di lavoro quello di garantire la <strong>sostenibilità ad libitum del proprio processo di sviluppo</strong>. Perché</p>
<ol>
<li>Suo interesse è poter pianificare e per pianificare c&#8217;è bisogno di <strong>affidabilità</strong>.</li>
<li>Suo interesse è <strong>consegnare valore una volta per tutte</strong>, <em>user story</em> dopo <em>user story</em>, senza doverci ritornare per qualche disattenzione.</li>
<li>Suo interesse è <strong>preservare l&#8217;integrità del team nel tempo</strong>, considerato il valore inestimabile che la <em>seniority</em> ha nel nostro mercato.</li>
</ol>
<p>Certo, se poi il meccanismo in cui si incappa è banalmente quello di accettare stipendi di qualche punto percentuale sopra la media per lavorare il <span style="text-decoration: line-through;">doppio</span> 30% in più del tempo, allora siamo di fronte ad una raffinata truffa e l&#8217;interesse nel lavoro sostenibile diventa tutto dello sviluppatore. Ma a giudicare dalla salubrità del mondo IT in Italia e in Europa, sembra proprio che certe catene siano ancora invisibili agli occhi degli incatenati.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sviluppoagile.it/lavoro-sostenibile-indefinitamente/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quality assurance e metodi agili</title>
		<link>http://www.sviluppoagile.it/quality-assurance-e-metodi-agili</link>
		<comments>http://www.sviluppoagile.it/quality-assurance-e-metodi-agili#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 18:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Romei</dc:creator>
				<category><![CDATA[Base]]></category>
		<category><![CDATA[project velocity]]></category>
		<category><![CDATA[qa]]></category>
		<category><![CDATA[quality assurance]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sviluppoagile.it/?p=691</guid>
		<description><![CDATA[Alessandro commenta in modo ineccepibile un post sul collocamento delle attivita di Quality Assurance (QA) nei metodi agili e mi sento solo di integrare con qualche considerazione di livello più basso, avendo lui già fatto gli opportuni riferimenti ai concetti di eccellenza nello sviluppo agile.
A mio avviso, l&#8217;autore del post commette la gravissima ingenuità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alessandro <a title="Nadalin sulla QA nei metodi agili" href="http://nerdiario.it/la-qa-nei-processi-agili" target="_blank">commenta in modo ineccepibile</a> un <a title="QA sbagliata" href="http://learntfs.com/2010/12/07/where-does-qa-fit-in-agile/" target="_blank">post</a> sul collocamento delle attivita di <strong><em>Quality Assurance</em> (QA) nei metodi agili</strong> e mi sento solo di integrare con qualche considerazione di livello più basso, avendo lui già fatto gli opportuni riferimenti ai concetti di eccellenza nello sviluppo agile.</p>
<p>A mio avviso, l&#8217;autore del post commette la gravissima ingenuità di non tenere conto del concetto di <strong>project velocity</strong> o forse la concepisce &#8211; come spesso mi capita di ascoltare &#8211; solo in modo <em>prospettivo</em>:</p>
<blockquote><p>Quanti punti facciamo la prossima settimana?</p></blockquote>
<p>E basta.</p>
<p>In realtà almeno metà del senso della project velocity è <em>retrospettivo</em>:</p>
<blockquote><p>Per garantire la qualità necessaria &#8211; test compresi, tutti: da unit test a test sugli utenti &#8211; la scorsa iterazione siamo stati capaci di &#8220;bruciare&#8221; 7 punti. Ne avevamo pianificati 18, ma evidentemente con tutti i test siamo riusciti a fare 7. Bene la prossima iterazione pianificheremo 7.</p></blockquote>
<p>Ovviamente a prima vista questo significa rallentare. Perlomeno non meno che fare un&#8217;iterazione solo per fare test, come suggerisce l&#8217;autore. Tuttavia gli approcci sono ben lungi dall&#8217;essere equivalenti, perché in quello proposto nel post <strong>otteniamo feedback con minor frequenza</strong>, garantendoci solo una cosa: l&#8217;aumento delle chance di lavorare su un sistema che non rispecchia più la realtà dei fatti. Fatto che significa</p>
<ol>
<li>non risolvere i problemi realmente emersi, ma problemi già <em>vecchi</em>.</li>
<li>spendere effort e quindi denaro su falsi problemi, pagando elevati <em>costi opportunità</em>.</li>
</ol>
<p><strong>Tutto sta nel tenere bassi i costi della contemporaneità, della coesistenza della fase di sviluppo e di test.</strong> Non per tutti i professionisti attorno allo sviluppo del software è, ad oggi, altrettanto facile. In ambiti come la progettazione UX per esempio i dibattiti sono ancora vivaci e dall&#8217;esito poco chiaro. Per gli sviluppatori però ormai ci sono tecniche e strumenti maturi. Basta solo la voglia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sviluppoagile.it/quality-assurance-e-metodi-agili/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;importante è avere disciplina</title>
		<link>http://www.sviluppoagile.it/disciplina-metodologia-agile</link>
		<comments>http://www.sviluppoagile.it/disciplina-metodologia-agile#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 08:02:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Romei</dc:creator>
				<category><![CDATA[Base]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sviluppoagile.it/?p=597</guid>
		<description><![CDATA[Ma sì dai, l&#8217;importante è avere disciplina, darsi un metodo. Poi agile o non agile non importa, è uguale.
No, hai capito?
No.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Ma sì dai, l&#8217;importante è avere disciplina, darsi un metodo. Poi <em>agile</em> o non <em>agile</em> non importa, <strong>è uguale</strong>.</p></blockquote>
<p>No, hai capito?</p>
<p><strong>No.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sviluppoagile.it/disciplina-metodologia-agile/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sfuggente e di qualità</title>
		<link>http://www.sviluppoagile.it/sfuggente-e-di-qualita</link>
		<comments>http://www.sviluppoagile.it/sfuggente-e-di-qualita#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 13:50:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Romei</dc:creator>
				<category><![CDATA[Base]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sviluppoagile.it/?p=584</guid>
		<description><![CDATA[Ron Jeffries, nella mailing list extremeprogramming@yahoogroups.com, in queste ultime ore a chi scriveva
[Unified Process] has [a flow with all the steps] formally described. I know [extreme programming] have different philosophies but they are both methodologies and should them both have a formal process.
rispondeva così
Sorry. Agile processes are not formal.
Questa risposta sintetizza (perché chiaramente si tratta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Ron Jeffries" href="http://www.xprogramming.com" target="_blank">Ron Jeffries</a>, nella mailing list extremeprogramming@yahoogroups.com, in queste ultime ore a chi scriveva</p>
<blockquote><p>[Unified Process] has [a flow with all the steps] formally described. I know [extreme programming] have different philosophies but they are both methodologies and should them both have a formal process.</p></blockquote>
<p>rispondeva così</p>
<blockquote><p>Sorry. Agile processes are not formal.</p></blockquote>
<p>Questa risposta sintetizza (perché chiaramente si tratta di sintesi affatto esaustiva) molti aspetti difficili dell&#8217;approccio al mondo agile. Tra i primi che mi vengono in mente ora, mentre devo scappare per tornare al mio lavoro, trovo:</p>
<ol>
<li><strong>I metodi agili non possono essere spiegati top-down.</strong> Una spiegazione frontale può aiutare, può introdurre, ma poi basta: bisogna <em>fare</em> e <em>capire. </em>La mera <strong>inesistenza di una impalcatura formale</strong> scardina ogni tentativo di verbalizzarne una.</li>
<li><strong>I processi agili sono facilmente fraintendibili da chi non è disposto ad approfondire il tema</strong> perché è più facile fare di concetti dai contorni sfumati quello che si vuole per giustificare le proprie esigenze dirette o addirittura le proprie debolezze. Penso a quanti ritengono che l&#8217;agile si risolva nella formula iteratività+incrementalità facendosi sfuggire che anche Unified Process contempla un approccio iterativo e incrementale.</li>
<li><strong>I metodi agili sono adatti a fronteggiare la realtà perché ne riflettono la complessa vaghezza.</strong> Non esiste squadra di calcio che possa vincere una partita applicando schemi rigidi. Non esiste medico serio che si aspetti che un paziente sia un sistema che restituisce output lineari . Non esiste ecologo che pensi che si possa agire per step contemporanemanete deterministici e lineari per rimettere a posto un ecosistema. Esistono invece molti professionisti IT che credono che un sistema complesso &#8211; come un progetto &#8211; possa essere controllato da entità (più) semplici &#8211; una persona o addirittura un <em>tool</em>.</li>
</ol>
<p>Quello che credo sia il nostro dovere tutti i giorni è crescere aumentando la nostra consapevolezza della complessità del contesto dei progetti IT e saper galleggiare su quelle onde <strong>ridefinendo ogni giorno il nostro equilibrio</strong>, senza affetto per quello trovato oggi, senza nostalgia per quello abbandonato ieri.</p>
<p>Trovi sia difficile? <em>Lo è</em>!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sviluppoagile.it/sfuggente-e-di-qualita/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Inventato il martello (agile), tutto diventa un chiodo (waterfall)</title>
		<link>http://www.sviluppoagile.it/inventato-il-martello-agile-tutto-diventa-un-chiodo-waterfall</link>
		<comments>http://www.sviluppoagile.it/inventato-il-martello-agile-tutto-diventa-un-chiodo-waterfall#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 15:15:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Romei</dc:creator>
				<category><![CDATA[Base]]></category>
		<category><![CDATA[agilità]]></category>
		<category><![CDATA[aristotele]]></category>
		<category><![CDATA[bob martin]]></category>
		<category><![CDATA[metodologia]]></category>
		<category><![CDATA[uncle bob]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sviluppoagile.it/?p=530</guid>
		<description><![CDATA[Mi sono imbattuto poco fa in questo interessante post di Robert &#8216;Uncle Bob&#8217; Martin a proposito dell&#8217;impoverimento del termine &#8220;agile&#8221; nell&#8217;industria del software. Meglio ancora, l&#8217;articolo parla della sovrageneralizzazione di termini il cui significato è invece limitato, per quanto profondo, per quanto vasto, e al tipico sfruttamento pubblicitario che ne consegue. È ovvio &#8211; considerato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono imbattuto poco fa in questo interessante <a title="Articolo di Uncle Bob" href="http://weblogs.java.net/blog/82/2003/09/02/aristotles-error-or-agile-smagile" target="_blank">post di Robert &#8216;Uncle Bob&#8217; Martin</a> a proposito dell&#8217;impoverimento del termine &#8220;agile&#8221; nell&#8217;industria del software. Meglio ancora, l&#8217;articolo parla della <em>sovrageneralizzazione</em> di termini il cui significato è invece limitato, per quanto profondo, per quanto vasto, e al tipico sfruttamento pubblicitario che ne consegue. È ovvio &#8211; considerato l&#8217;autore del post &#8211; che il nucleo di questa argomentazione sia posto sull&#8217;attributo <em><strong>agile</strong></em>, particolarmente discusso, celebrato o condannato in questi ultimi anni.</p>
<p>L&#8217;argomentazione di Martin parte da considerazioni sulla metafisica aristotelica per giungere a dichiarazioni concrete e molto chiare. I riferimenti alla storia della filosofia, devo ammettere, mi permettono di togliermi qualche soddisfazione: se anche luminari indiscussi del software internazionale come Martin li usano, allora io non devo aver fatto troppo male <a title="Filosofia e metodologie agili" href="http://www.sviluppoagile.it/feedback-comunicazione-e-rispetto-socrate-agile" target="_self">in passato</a>! <img src='http://www.sviluppoagile.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Scherzi a parte, il passaggio che mi è piaciuto di più è questo</p>
<blockquote><p>The danger is clear. The word &#8220;agile&#8221; will become meaningless. It will be hijacked by loads of marketers and consultants to mean whatever they want it to mean. It will be used in company names, and product names, and project names, and any other name in order to lend credibility to that name. In the end it will mean as much as Structured, Modular, or Object.</p></blockquote>
<p>Io ho smesso di usare la parola <em>agile</em> da qualche tempo. I miei ultimi clienti &#8211; perfino quelli che mi contattano perché non vedono l&#8217;ora di entrare nel mondo dei metodi agili &#8211; non mi sentono più pronunciarla. Combatto una lotta linguistica quotidiana per formulare concetti e frasi che aggirino queste 5 lettere in successione: <em>a</em>, <em>g</em>, <em>i</em>, <em>l</em>, ed <em>e</em>. Sono talmente preso da questa decisione <a title="Ellissi su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ellissi" target="_blank">ellittica</a> da nutrire ormai forti dubbi anche sul nome di questo blog.</p>
<p>Perché questa avversione? Perché così all&#8217;improvviso? Per diversi motivi.</p>
<ol>
<li>Una parola, usata depauperata del suo significato più denso, è come un magazzino pieno di componenti non usate, come un set di user story iniziate e non completate: è, in sostanza, una forma di <a title="Il concetto di waste nel lean software development su Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lean_software_development#Eliminate_waste" target="_blank"><em>waste</em></a>. Trovo sia più importante per un team mettersi in marcia concretamente verso l&#8217;agilità che fregiarsi di tale caratteristica.</li>
<li>Persone che <span style="text-decoration: line-through;">in buona o cattiva fede</span> per motivi più o meno legati al marketing si vendono come <em>agilisti </em>e attribuiscono (anche) a passate collaborazioni con me la loro agilità mi danneggiano. Questo danno è vero qualunque sia il grado di evangelizzazione io abbia <em>volontariamente</em> apportato, questo danno è vero quantunque io abbia potuto ritenermi anche solo <em>in grado</em> di evangelizzare. E questo mi porta diritto al terzo punto.</li>
<li><strong>Io sono agile?</strong> Io posso davvero ritenermi arrivato ad un punto degno di tale fatidico attributo? Domanda difficile da esaurire con una risposta netta e sai perché? Perché <strong>l&#8217;agilità non è un valore assoluto</strong> e con questo non intendo affatto abbandonarmi al più facile dei relativismi. Intendo invece stabilire una natura relativa <em>a priori</em> dell&#8217;attributo di agilità: come la sicurezza è definita solo in termini di &#8220;fare A è più sicuro che fare B&#8221; e non certo di &#8220;fare A è sicurissimo&#8221;, così l&#8217;agilità è definibile in termini di &#8220;fare X è più robusto rispetto al bisogno di produttività in un contesto mutevole rispetto a fare Y&#8221; ma non certo di &#8220;facciamo così, facciamo così tutti e facciamolo sempre perché funzionerà ovunque&#8221;!</li>
</ol>
<p>Qualcuno diceva riguardo l&#8217;abuso di cose e concetti:</p>
<blockquote><p>Inventato il martello, tutto diventa un chiodo</p></blockquote>
<p>Ecco, io vorrei fare l&#8217;uso migliore del mio martello, ma solo sui chiodi.</p>
<p>I processi agili sono il mio mezzo, chiunque mai li chiamerà come vorrà. Cercare di essere produttivi nel mondo reale, questo è il mio unico obiettivo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sviluppoagile.it/inventato-il-martello-agile-tutto-diventa-un-chiodo-waterfall/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>User experience agile con il pair progr&#8230;ehm pair design!</title>
		<link>http://www.sviluppoagile.it/user-experience-agile-con-il-pair-programming-pair-design</link>
		<comments>http://www.sviluppoagile.it/user-experience-agile-con-il-pair-programming-pair-design#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 16:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Romei</dc:creator>
				<category><![CDATA[Base]]></category>
		<category><![CDATA[agile ux]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[pair]]></category>
		<category><![CDATA[pair programming]]></category>
		<category><![CDATA[ux]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sviluppoagile.it/?p=457</guid>
		<description><![CDATA[In questo post &#8211; scoperto via Alberto &#8211; si espongono i vantaggi dello UX design &#8211; la progettazione della user experience &#8211; condotto in coppia. Noto interessanti analogie con uno dei miei primi post&#8230;  
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo <a title="Pair design" href="http://www.cooper.com/journal/2009/11/design_loneliness.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+cooper-journal+%28Cooper+Journal%29" target="_blank">post</a> &#8211; scoperto via <a title="Alberto Mucignat" href="http://mucignat.com/" target="_blank">Alberto</a> &#8211; si espongono i vantaggi dello UX design &#8211; la progettazione della <em>user experience</em> &#8211; condotto in coppia. Noto interessanti analogie con <a title="Pair programming su Sviluppo Agile" href="http://www.sviluppoagile.it/solidi-agili-con-pair-programming" target="_self">uno dei miei primi post</a>&#8230; <img src='http://www.sviluppoagile.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sviluppoagile.it/user-experience-agile-con-il-pair-programming-pair-design/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I have a dream! A saccottino dream!</title>
		<link>http://www.sviluppoagile.it/qualita-software-saccottino</link>
		<comments>http://www.sviluppoagile.it/qualita-software-saccottino#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 12:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Romei</dc:creator>
				<category><![CDATA[Base]]></category>
		<category><![CDATA[automazione]]></category>
		<category><![CDATA[extreme programming]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
		<category><![CDATA[saccottino]]></category>
		<category><![CDATA[scrum]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sviluppoagile.it/?p=334</guid>
		<description><![CDATA[Sai cos&#8217;è questo? Un saccottino.
Non sembra, non è esattamente l&#8217;immagine familiare che hai del saccottino che forse ha accompagnato la tua infanzia, ma è invero un saccottino. L&#8217;ho trovato ieri nel mio pacco e sono rimasto abbastanza sorpreso. Anzi, devo ammettere di aver provato inizialmente un certo sgomento, una certa diffidenza. Farà mica male? Poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_336" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.sviluppoagile.it/wp-content/uploads/2009/08/photo.jpg"><img class="size-medium wp-image-336" title="Saccottino fallato" src="http://www.sviluppoagile.it/wp-content/uploads/2009/08/photo-300x225.jpg" alt="Saccottino fallato" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Saccottino fallato</p></div>
<p>Sai cos&#8217;è questo? Un <em>saccottino.</em></p>
<p>Non sembra, non è esattamente l&#8217;immagine familiare che hai del saccottino che forse ha accompagnato la tua infanzia, ma è invero un saccottino. L&#8217;ho trovato ieri nel mio pacco e sono rimasto abbastanza sorpreso. Anzi, devo ammettere di aver provato inizialmente un certo sgomento, una certa diffidenza. <em>Farà mica male?</em> Poi ho capito che si trattava solamente di <em>due mezzi saccottini</em> evidentemente sfasati <em>[1]</em> rispetto alla catena di produzione in azione nello stabilimento industriale dove questi due sfortunati saccottini erano in fase di confezionamento .</p>
<p>Poi ho capito anche un&#8217;altra cosa. Il mio sgomento trovava le sue radici nella rarità. Non mi era <strong>mai successo di comprare saccottini difettosi</strong>. Il prodotto esente da difetti nell&#8217;industria del saccottino è una <strong>rarità</strong>. E così in molte, moltissime altre industrie.</p>
<p>Che l&#8217;industria del software sia storicamente di tutt&#8217;altra qualità è una cosa che percepisco io e percepisci anche tu, anche senza <a title="Statistiche sui fallimenti dei progetti software" href="http://www.it-cortex.com/Stat_Failure_Rate.htm" target="_blank">dati oggettivi</a>.</p>
<p>Ecco, tutto il senso dietro a <strong>SCRUM</strong>, dietro a <strong>Extreme Programming</strong>, dietro allo <strong>sviluppo agile</strong>, dietro al <strong>Lean Software Development</strong>&#8230; è proprio questo: lo <strong>sforzo di ricerca</strong> di un mondo in cui un software difettoso generi lo stesso sgomento di un saccottino sfasato.</p>
<p>[1] <em>Uno sfasamento di mezzo saccottino è, in termini controllistici, uno sfasamento di 90°. Lo scrivo qui un po&#8217; perché amo le note a pie&#8217; di pagina, un po&#8217; perché l&#8217;ingegneria dell&#8217;automazione è leggermente off topic in questa sede, ma solo leggermente.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sviluppoagile.it/qualita-software-saccottino/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Scrum non basta. E nemmeno XP.</title>
		<link>http://www.sviluppoagile.it/scrum-non-basta-e-nemmeno-xp-refactoring</link>
		<comments>http://www.sviluppoagile.it/scrum-non-basta-e-nemmeno-xp-refactoring#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 23:54:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Romei</dc:creator>
				<category><![CDATA[Base]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[extreme programming]]></category>
		<category><![CDATA[refactoring]]></category>
		<category><![CDATA[scrum]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sviluppoagile.it/?p=284</guid>
		<description><![CDATA[In un saliente post del caro Alessandro Astarita leggo
Per avere successo con Scrum, XP o ogni altra metodologia agile, bisogna fare refactoring. Non è opzionale, è indispensabile.
tratto da un post di Ron Jeffries.
Il refactoring è una pratica essenziale. Essenziale, nel caso la sedimentazione linguistica non lo portasse alla luce immediatamente, significa relativo all&#8217;essenza, fondamentale, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un saliente <a title="Post di Astarita" href="http://www.astarita.org/blog/tag/agile-xp-scrum-refactoring/" target="_blank">post</a> del caro Alessandro Astarita leggo</p>
<blockquote><p>Per avere successo con Scrum, XP o ogni altra metodologia agile, bisogna fare <strong>refactoring</strong>. Non è opzionale, <strong>è indispensabile</strong>.</p></blockquote>
<p>tratto da un post di Ron Jeffries.</p>
<p>Il <strong>refactoring è una pratica essenziale</strong>. Essenziale, nel caso la sedimentazione linguistica non lo portasse alla luce immediatamente, significa <em>relativo all&#8217;essenza, fondamentale, <span class="descrizione">che è assolutamente necessario.</span></em></p>
<p><em><span class="descrizione">Assolutamente necessario.<br />
</span></em></p>
<p>Troppo spesso si parla di agile &#8211; <em>buzzword</em> che francamente sto cessando di impiegare &#8211; e si pensa di poter garantire evolutività incrementale solo con un po&#8217; di iterazioni buttate in un calendario e delle user story scritte male. Bisogna essere produttivi per un mercato che cambia. Bisogna essere pronti a rispondere agli stimoli.</p>
<p>Il codice deve essere pronto a seguirci. <strong>Ovunque</strong>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sviluppoagile.it/scrum-non-basta-e-nemmeno-xp-refactoring/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Dynamic Page Served (once) in 0.242 seconds -->

